Cortona • Informazioni Pratiche



Informazioni pratiche per il Festival Cortona on the Move Cortona (AR)

21 Luglio  • 4 Settembre  2011

Il festival si svolgerà in due fasi: mentre le mostre ufficiali e quelle del circuito off saranno visitabili fino al 4 Settembre, gli eventi si concentreranno dal 21 Luglio al 24 Luglio

Durante questi 4 giorni succederanno molte cose interessanti:

incontri di Passion and Profession, appuntamenti con i photo-editors degli e-magazines, mostre fotografiche ufficiali e off, seminari, mini-workshop, proiezioni, incontri con altri partecipanti…. con un po’ di organizzazione, si dovrebbe riuscire a fare tutto e sfruttare al massimo il proprio tempo. Abbiamo cercato di ridurre i costi al minimo, e di offrire gratuitamente alcuni servizi…non è stato facile, ma ci hanno aiutato in molti !

Per quello che riguarda le informazioni pratiche: come arrivare, dove alloggiare,  dove mangiare, cosa vedere, vi rimandiamo al sito www.cortonaweb.net fonte preziosa di informazione e partner del Festival.

Gli  incontri giornalieri sono  distribuiti in modo da permettervi di organizzare il vostro tempo in maniera ottimale. In tanti anni di frequentazioni di festival, abbiamo scoperto che ci sono due tipi di approccio: uno abbastanza frenetico, dove – programma in mano -   ci si  sposta da mostra in mostra, incastrando una lettura di portfolio, un seminario, una proiezione….e un’altro più rilassato, dove ci si lascia trascinare dal flusso di quello che succede, dedicando tempo alle soste….qualunque sia il vostro approccio al festival, sicuramente troverete il modo di utilizzare il tempo nel migliore dei modi, e soprattutto ricavare piacere di questi giorni a Cortona…Un consiglio? prendetevi qualche giorno in più e esplorate Cortona e i dintorni…



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Cortona : Centro dei nostri Workshop estivi

In cima a una collina piena di pic­coli ulivi verdi come una seta oli­vina c’è Cortona, una goccia di storia, colore dell’ocra gialla e della ter­ra di Siena, una piccola città conte­nuta in antichissime mura con vicoli stretti e ripidi che sembrano precipi­zi, palazzi con fili grigi di pietra sere­na a cornice degli ingressi e delle fi­nestre, strade pavimentate con spes­se lastre anch’esse di pietra serena.

Qui ci si sente sempre a proprio agio, non perché la città muti adattandosi a ogni visitatore, ma perché il suo aspetto è quello di una realtà urbana che si è creata nei secoli e si è con­servata intonsa o quasi fino a oggi, rimanendo come si dice con una frase di cui si fa uso ogni volta che si esprime una speranza urbanistica, a misura dell’uomo.

La città ti rapisce. Cadono preda di questi rapimenti anche anime di cul­ture lontane: tornano a Cortona una, due, tre volte l’anno anche lo squi­sito antiquario di Londra, il banchiere americano basato a Zurigo, l’inglese diplomatico a Hong Kong, la famosa giornalista americana, il tale che ha il suo busi­ness a Singapore, il non so bene chi dalla Argentina, il pittore francese che senza questo panorama non può più lavorare perché ha bisogno delle luci della grande pianura della Chia­na ai piedi della città, del lago Trasimeno che sembra emanare una luce opalina bianca e azzurra, della linea lontana, certamente invisibile, delle torri di Siena.

Dai cortonesi così circondati da mu­ra che rappresentano un confine, una separazione psicologica oltre che fisica dal resto del mondo, ci si aspetterebbe un atteggiamento chiuso, gelo­so dei propri costumi, poco dispo­nibile verso gli stranieri, italiani o esteri che siano. Invece tutti gli estranei che vengono in città, con abitudini e modi a volte strava­ganti, sono consi­derati senza un’ombra di stupore o di presuntuosa curiosità e sono accolti apertamente con un interesse per il diverso, profondamente illuminato e umanistico.

Perciò, anche se si sa che al Museo Diocesano c’è il Beato Angelico, Duccio, Pietro Lorenzetti, il Sassetta e Luca Signorelli; e che al museo dell’Accademia c’è lo struggente ri­tratto della Musa Polinnia; e che sulla salita che parte da Ruga Piana c’è il Severini con i suoi mosaici; si va alla ricerca dei cortonesi, del delizioso esperto di politica italiana, al simpatico restauratore dei casali cortonesi, ai contadini cordiali e ospitali che raccolgono le olive sui greppi.

E poi c’è la gioia di rimpinzarsi: dalla insuperabile enoteca all’inizio di Ruga Piana, con le sue incredibili specialità cortonesi, la ciaccia, l’olio, il prosciutto, il salame di cinghiale e un’ottima scelta di vini; alla sofisticata osteria sulla salitina che porta alla chiesa di San Francesco con il suo tagliere di cioccolati; alla trattoria fuori porta in località Ossaia, a un paio di chilometri dal centro.

Sul poggio su cui è stata costruita la città, per il verifi­carsi di una particolare situazione climatica, scoppiano facilmente grandi temporali e rotola spesso il tuono. Devo pensare che per l’uomo dell’antichità era naturale pensare che il poggio potesse ospitare forze divine. Forse per questo i primitivi hanno scelto di fondare una città proprio lì. Ma certo, oltre a ragioni magiche e di religiosa superstizione, una ragione per la scelta deve anche essere stata la possibilità di contemplare, da quassù, le magnifiche iri­descenze ondeggianti sulla Val di Chiana, il profilo azzurino del Monte Amiata oltre la valle, la natura multicolore verde, azzurra, gialla, dorata, rossa, blu, argento che permanentemente aleggia sul piano.

Lello Piazza

Matematico, Esperto di Fotografia, o come preferisce definirsi, semplicemente  H.B. – Human Being (Essere Umano)